IL DUOMO DI MODENA , IL SANTO GRAAL E LA METOPE ERMETICA. TERZA PARTE.
ALCHIMIA
"Il meraviglioso è destinato a essere oggetto di contraddizione: è sufficiente umiliare l’uomo che non lo comprende, mettendolo di fronte alla propria ignoranza, per far sì che questi ne combatta la verità al fine di vendicarsi di questa umiliazione". L’Existence de la pierre merveilleuse des philosophes, 1765.
L'alchimia non gode di una buona reputazione perché troppo spesso dell'Arte Reale se ne occupano ciarlatani, gabbamondo e mistificatori. Si scrive di alchimia magari senza averne letto un solo libro perché il contenuto ostico allontana i perditempo.
Nella leggenda di re Artù, nell'archivolto della porta della Peschiera del Duomo di Modena , e parimenti nella metope del Duomo di Modena conservata nel Museo Lapidario del Duomo, l'alchimia è viva e vegeta.
Va detto che l'alchimia non ha nulla a che fare con la spagiria ( dal greco antico: páō, (che significa “separare” o “dividere” e ageiro che significa “riunire” ))?, né con l' archimia né tantomeno con quella genia di attivisti pseudo-metalmeccanici dei giorni nostri.
" Le origini della chimica moderna furono delle ricerche chimiche, metallurgiche , di ordine artigianale.
Le origini dell'alchimia furono delle ricerche teurgiche, di ordine sacerdotale .
Questa distinzione tra l'antica chimica e l'alchimia è fondamentale perché questa consente di considerare due categorie di testi e di simboli : l'una che corrisponde a un vocabolario tecnico prescientifico che porta a ricette molto diverse, l'altro fondato su una lingua speciale, segreta, che segue delle regole di elaborazione molto vicine a quelle del << jargon>> dell'antico ( 1 ) argot.
[...]
La trasmutazione dei << metalli >> in << oro >> costituisce essenzialmente un rapporto simbolico. Certamente noi non vogliamo affermare che gli alchimisti si occupano esclusivamente di ricerche spirituali e religiose poiché è fuori di dubbio che le manipolazioni ermetiche servono da supporto materiale a una ascesi interiore. In qualche modo , conviene considerare l'alchimia come una religione sperimentale , concreta, il cui fine è l'illuminazione della coscienza, << la liberazione dello spirito e del corpo >>. " René Alleau, Aspects de l'Alchimie Traditionelle
<< Proprio questo hanno sostenuto i filosofi ermetici . Essi dicono che alla base di tutta la Creazione sta uno Spirito , creatore e rettore del mondo :" che è diffuso nelle opere della natura come per una continua infusione , e che muove ogni universale e ogni particolare secondo il suo genere, per mezzo di un atto segreto e perenne ". La frase è del D'Espagnet , ma potrebbe essere stata scritta da qualunque altro alchimista . Così il Nuysement , che si è più diffuso su questo punto della dottrina , scrive che è " lo Spirito Universale che dà vita e movimento a tutte le membra di questo grande corpo ( il Mondo ). Spirito generale nel quale stanno occultamente racchiuse le semenze dei tre generi , dal quale sono prodotte tutte le cose delmondo : per mezzo del quale esse crescono, persistono e si moltiplicano, e in cui esse si debbono tutte ridurre quando avranno raggiunto il limite che ha loro fissato la Natura"
Concludiamo le nostre citazioni con il Cosmopolita che nell' "Epilogus seu Condepromptun " del suo Novum Lumen Chemicum ex NaturaeFonte et manuali Exsperientia depromptun , " Nuova Luce Chimica estratta dalla fonte della Natura e dall'esperienza manuale" riassume tutto l'arcano con questa breve frase che è già anche un suggerimento operativo:
" ...este enim in aere occultums vitae cibus, quam nos rerum de nocte, de die aquam vocamus rarefactam , cujus spiritus invisibilis congelatus melior est quam terra univera...".
" ...Infatti nell'acqua sta l'occulto cibo della vita che noi chiamiamo di notte rugiada, di giorno acqua rarefatta, il cui spirito invisibile congelato è migliore della terra intera..."
Come si vede , non si fa gran mistero dell'assunto teorico fondamentale di tutta la filosofia ermetica, e non vi è bisogno di scomodare astruse concezioni psicoanalitiche e complicati esoterismi tibetani per chiarire una volta per tutte lo scopo e il metodo dell'antica alchimia. Per parafrasare il grande adepto scozzese ripetiamo anche noi che tutta l'Opera è riassumibile in poche parole : se esiste uno Spirito Universale , base intelligente e fondamento vitale di tutta la manifestazione universale, posto che esso non solo anima tutti i corpi, ma che questi persistono tanto più incorrotti nel loro stato quanto più ne sono colmi , allora per dirla con Nuysement :
" Un grain de cet esprit, de celeste origine,
Pris seul , fais plus d'effects Qu'n pot de medicine"
" Un grano di questo spirito di origine celeste ,
Preso da solo, ha più efficacia che un intero vaso di medicina "
La corporificazione di questo Spirito è da sempre lo scopo ultimo delle fatiche alchemiche . Il risultato delle operazioni necessarie per giungervi , si chiama Grande Opera.>>
Paolo Lucarelli, L'Anima del Mondo - Rivista Abstracta n.10
LE DUE NATURE OPPOSTE : IL COMBATTIMENTO ERMETICO.
Nella Cattedrale di Nostre Dame di Parigi le due nature sono raffigurate da due bambini aggressivi e litigiosi che non esitano a venire alle mani. Al culmine dell'incontro di pugilato uno di essi lascia cadere un vaso e l'altro una pietra . Non sarebbe possibile descrivere con più chiarezza l'azione dell'acqua pontica sulla materia pesante afferma Fulcanelli nel Mistero delle Cattedrali ( TAVOLA XXV ). L'Adepto riprende l'argomento nelle Dimore Filosofali e così si esprime sulla lotta implacabile dei due corpi messi in contatto nel bassorilievo di Notre Dame :" Due uomini dall'aspetto e dall'abito simile esprimono uno il corpo minerale e l'altro il corpo metallico. Questa similitudine esteriore esalta la finzione della realtà fisica , ma si allontana risolutamente dall'esoterismo operativo." Cosa che non è successa nei soggetti della metopa di cui sopra perché non sono ,con tutta evidenza , dello stesso sesso e disposti in maniera opposta l'uno all'altro.
" Se il lettore avrà compreso ciò che noi desideriamo insegnare , egli ritroverà senza pena , in queste diverse espressioni simboliche del combattimento delle due nature i materiali segreti la cui distruzione reciproca apre la prima porta dell'Opera. Questi corpi sono i due dragoni di Nicolas Flamel , l'aquila e il leone di Basilio Valentino, il magnete e l'acciaio del Filalete e del Cosmopolita . Quanto all'operazione nella quale l'artista inserisce nel soggetto filosofale l'agente igneo che ne è l'animatore , gli Anziani lo hanno descritto sotto l'allegoria del combattimento dell'aquila e del leone , o delle due nature una volatile, l'altra fissa . La Chiesa ha velato nel dogma, tutto spirituale quanto rigorosamente vero, della Visitazione." Fulcanelli , Le Demeures Philosophales,L'Homme des Bois.
" Se il lettore avrà compreso ciò che noi desideriamo insegnare , egli ritroverà senza pena , in queste diverse espressioni simboliche del combattimento delle due nature i materiali segreti la cui distruzione reciproca apre la prima porta dell'Opera. Questi corpi sono i due dragoni di Nicolas Flamel , l'aquila e il leone di Basilio Valentino, il magnete e l'acciaio del Filalete e del Cosmopolita . Quanto all'operazione nella quale l'artista inserisce nel soggetto filosofale l'agente igneo che ne è l'animatore , gli Anziani lo hanno descritto sotto l'allegoria del combattimento dell'aquila e del leone , o delle due nature una volatile, l'altra fissa . La Chiesa ha velato nel dogma, tutto spirituale quanto rigorosamente vero, della Visitazione." Fulcanelli , Le Demeures Philosophales,L'Homme des Bois.
IL MISTERIOSO RAPACE
Ho ricavato questa immagine dall'interessante libro di Stefano Minarelli , " ARTE E ALCHIMIA IN ETA' ROMANICA " ( prefazione di Paolo Lucarelli ) ricco di stimolanti riferimenti .
Lo sparviero, felice <<scoperta >> di Minarelli, nella tradizione persiana aveva lo stesso significato dell'aquila . Il falco fra gli antichi egizi fu consacrato al sole nascente quale geroglifico dell'anima nella sua evoluzione verso il cielo. Il falco come l'aquila , ha la capacità di guardare il sole . Nel 3550 a.c. il re della prima dinastia egizia Ménés fu qualificato quale << re-falco>>.
Horus , figlio di Osiride e di Iside, veniva rappresentato da un uomo con la testa di falco oppure l'uccello, ad ali spiegate , portava sulla testa un disco solare.
" Siamo dunque nella seconda opera, alle sublimazioni che Eireneo Filalete denominò aquile , perché innalzano lo spirito , per la sua purissima incorporazione, verso il luogo superiore, come l'uccello regale trascina la preda in cielo. L'Adepto qui fa il riassunto della parte mediana della Grande Opera, nella quale si mostra l'origine del Solfo, mentre ne deriva , con più certezza, che questo solfo non può essere né il metalloide del droghiere, né l'oro metallico dell'affinatore. " Eugène Canseliet , Aquile e Sublimazioni, L'ALCHIMIA spiegata sui suoi testi classici.
Nell'immagine lo sparviero ghermisce un cartiglio . Nell’arte medievale il cartiglio voleva essere un mezzo esplicativo di figure o rappresentazioni simboliche. Ma il cartiglio è completamente avvoltolato fra gli artigli dello sparviero.........................................................................................
( 1 ) Argot di cui alle pagine precedenti
gdg